La trattoria Caprini, ossia la Valpolicella

Passato il centro di Negrar, una deviazione conduce alla frazione collinare di Torbe, abbarbicata sul fianco della vallata, in quella fascia di territorio che fa da congiunzione fra gli scenari viticoli della Valpolicella e i Lessini. L’ultracentenaria trattoria Caprini è di fronte alla chiesa: dal sagrato la vista sulla vallata di Negrar è d’effetto, soprattutto per chi nutra passione per il paesaggio del vino. L’uscio della trattoria, anonimo, s’apre fra il panificio e un’osteria. Si deve salire al piano superiore. Lì, una di fronte all’altra, sul patio, ci sono le porte della cucina e dello spazio ristorativo, che comprende una sala grande, due piccoline (una trasformata in cantinetta, dove si può mangiare circondati dagli scaffali col meglio della produzione valpolicellese), e anche una terrazzina per l’estate.

La sensazione d’assoluta semplicità provata nell’entrare la ritrovate nella proposta gastronomica: niente fronzoli, ma solida tradizione familiare. E qui, signori miei, è il regno, il mausoleo, il monumento della tagliatella come si fa nella tradizione veronese. Con la sfoglia tirata a mano, e poi tagliata a coltello.

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