Lasagnette venete, tirare pasta e storie

Le chiamano lasagnette, sono tagliatelle. Si vogliono nate dai capelli di Lucrezia Borgia e di natali estensi, sono il vezzo della cucina emiliana, ma ogniregione se ne appropria a modo suo. Le fettuccine a Roma e più in generale al Sud, le lagane in Calabria (anche se un po’ più larghe), le tagliatelle in tutto il Centroitalia a esclusione della Toscana che le chiama pappardelle (ma anche in questo caso più larghe di qualche millimetro) e infine le lasagnette in Veneto.

Come a Negrar, in cima a una delle valli della Valpolicella. La regione dell’Amarone è fatta come un pettine con tanti denti quante valli. Sant’Ambrogio, Fumane e appunto Negrar nella Valpolicella classica, poi Grezzane, Mezzane e Illasi proseguendo verso Est. Il paese ha l’enogastronomia nel dna.
Storicamente la mezzadria presente qui ha addirittura frenato l’emigrazione più incisiva in altri paesi. Nello stemma comunale ci sono un moroeun grappolo d’uva. La collina ricorda ai ciclisti che il vino buono non si fa in pianura. Salendo un tricolore issato su un terrazzino indica la Trattoria Caprini.

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